Da troppo tempo ormai all’approssimarsi del 10 febbraio, in molte parti di Italia (e purtroppo anche nelle nostre città) dobbiamo assistere al vergognoso tentativo da parte di partiti di estrema destra e gruppuscoli neofascisti di legittimarsi sfruttando e distorcendo le vicende storiche delle foibe e dell’ “esodo” degli Italiani dall’Istria dopo la fine della seconda guerra mondiale.

Ogni anno si ripete lo spettacolo indecente di una falsificazione storica sul numero delle vittime, sulla loro nazionalità, sulla responsabilità dietro le uccisioni, una sistematica distorsione degli eventi e una scientifica banalizzazione del contesto storico in cui essi si sono svolti con l’unico scopo di “passare per le vittime”.
Questi gruppuscoli di nostalgici del ventennio portano in piazza una versione di parte, con numeri gonfiati, senza lo straccio di una documentazione storica che non sia frutto di qualche personaggio tesserato o sodale di qualche organizzazione neofascista. Un gigantesco tentativo di ribaltare la frittata, cercando di passare come parte offesa laddove il “cordoglio” per le vittime nasconde viscidamente revisionismo e falsificazione storica. Si cerca in questo modo di ripulire e legittimare il fascismo e l’imperialismo Italiano di quel periodo, cancellando in un sol colpo di spugna il ruolo dell’Italia fascista che aggredì ed occupò ampi territori della Jugoslavia a partire dall’aprile 1941, che si rese responsabile nel corso della guerra di incendi e distruzioni di villaggi, fucilazioni di massa, internamento in campi di concentramento di antifascisti e semplici civili in gran numero, causando una vera e propria “pulizia etnica” di alcune aree in Slovenia, Istria, Montenegro.

Noi non ci stiamo!

Per conservare la memoria storica antimilitarista e antifascista, contro le falsificazioni e il revisionismo storico, contro il falso cordoglio di chi lo usa solo come giustificazione al proprio razzismo!

Basilicata Antifascista

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