È una notizia che mi riempie il cuore perché racconta la storia di un sistema ingiusto ma che ritrae anche l’orgoglio di aver difeso quei servizi efficienti e funzionanti che serve a tutto il Metapontino. E questo si è potuto fare anche grazie alla lotta dei cittadini condotta e da quei pochi che hanno saputo resistere sino all’ultimo, dal duemila dieci sino al periodo della fine dei lavori di adeguamento della struttura e il successivo trasferimento dei poliambulatori all’interno del nosocomio; il periodo più buio della nostra storia. La pandemia. Non posso non dirlo con un pizzico d’orgoglio, il servizio di reumatologia a Tinchi pare già funzionante come quello dell’ambulatorio di Vulnologia e della gestione delle lesioni croniche e delle ferite di difficile guarigione con la dott.ssa Rossella Garbetta, con il servizio per i disturbi del linguaggio e dell’apprendimento dell’età evolutiva che vi è sempre stato ma, che non funzionava da quasi sette anni se non solo per quello dell’età adulta che va sicuramente, va potenziato. Insomma una serie di notizie che mi ha cambiato questa giornata perché ho sempre creduto in quel presidio che da quarantacinque anni gli operatori hanno saputo mantenere una qualità elevata e specifica di prestazioni per cui a distanza di anni posso ritenermi soddisfatto, ma non troppo, per aver difeso quei servizi efficienti e funzionanti che serve tutti noi. Si è potuto fare contro l’unico problema di ieri come quello di oggi che è l’accentramento delle risorse economiche. Ci sono aspetti che non sono riconosciuti e conosciuti o meglio dimenticati tipo il mantenimento di questi servizi specialistici che bisogna ancora potenziare e ribadire che esattamente sono quelli difesi dai cittadini attraverso tante manifestazioni di cui una di quelle ricordo, quella del ventinove giugno duemila e quattordici a cui prese parte anche l’attuale assessore regionale alla Sanità Cosimo Latronico e che sono: il nuovo Centro dialisi, l’ambulatorio di endocrinologia, la terapia del dolore, la cardiologia, la medicina interna, la riabilitazione, l’elettromiografia, la dermatologia, la logopedia da sempre esistente, la nefrologia bloccata dal tempo del Covid, le cure palliative per i malati terminali, la sala vaccinale già istituita, la vulnologia e il trattamento delle lesioni croniche col medico sostitutivo competente, il servizio di laboratorio analisi difeso a spada tratta e potenziato con l’Ospedale di Policoro, con la reumatologia che è aggiuntiva ad una serie di ambulatori multidisciplinari già esistenti ma non voglio entrare ancora nel dettaglio perché è stato un Presidio che ha avuto sempre la massima attenzione chiaramente, a questo vi è anche molta strumentalizzazione, ma è anche necessario sapere e ricordare soprattutto la realtà dei fatti per il mantenimento dei servizi specialistici che sono quelli ribaditi nell’articolo dell’ASM di Matera. È una lunga storia fatta di lacrime e sangue che aldilà delle ultime proteste strumentali, senza presunzione per me è stato un presidio molto difficile da difendere prima, durante e dopo l’emergenza pandemica per cui in quel tempo fu importante presidiare assiduamente il territorio. Oggi quello che interessa al territorio è la medicina digitale con i posti letto per i presidi a scopo riabilitativo e/o oncologico previsto a Tinchi da dieci anni circa. Per l’ambulatorio di Reumatologia oggi vi è la dott.ssa Valeria Panetta, per l’ambulatorio di logopedia invece, Lunedì 22 saranno aperte le prenotazioni per l’età evolutiva, la dott.ssa Anna Gallotta si occuperà anche della valutazione dei disturbi del linguaggio e dell’apprendimento, un servizio indispensabile per i nostri figli. I bambini, con una patologia sempre in crescendo. Ma chissà, l’Ospedale di Tinchi quante altre persone avrebbe potuto aiutare.

Manifestazione del ventinove giugno duemila quattordici, il giorno in cui si combatteva insieme per uno stesso obiettivo. L’ospedale. Non era il giorno di polemiche stupide e divisioni. Più che mai era il momento di dire tutti insieme:
“A Tinchi non si tocca nulla”.

Giuseppe Cisterna
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