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giuseppecisterna.it

Italian Activist

Giuseppe Cisterna

18 Novembre 2025

Decidere di morire

Fuggite dalla ddr le Kessler erano legate tra loro da un amore che non poteva sopravvivere alla perdita di una delle due, ed insieme se ne sono andate. Ora si parla di suicidio assistito ma, la morte volontaria di malati terminali o cronici in presenza di assistenza medica, non la condivido e non la condividerò mai come non ho mai condiviso la morte di mio nonno paterno venticinque anni fa agricoltore di mestiere durante l’occupazione tedesca in Italia. Lavorava come massaro che era la figura responsabile del controllo e della gestione quotidiana dei butteri che si occupavano delle attività pastorali. Spesso mio padre mi raccontava delle sue manie in molti dei casi in cui li era concesso la soppressione degli animali tra questi i cani per accompagnarli alla morte attraverso un nodo scorsoio, quando spesso la qualità di vita dell’animale era compromessa da una malattia psichica. L’eutanasia del cane è ancora legale nel caso in cui non ci sia nessuna terapia efficace per le cure, ma a mia nonna non piaceva affatto perché faceva parte del nucleo familiare ed era difficile per lei pensare di causarne la morte prematura, ragion per cui nominava San Vito protettore degli animali compreso i cani anche a causa di una tradizione che legava la loro famiglia, e che un giorno doveva fargliela pagare. Quel tipo di nodo che può essere utilizzato per creare un cappio che si stringe quando il corpo viene sospeso, mio nonno lo faceva benissimo ragion per cui un giorno all’età di novant’uno anni decise di togliersi la vita perché il suo medico non aveva soddisfatto la specifica richiesta di eutanasia assistita perché depresso. Una scelta di libertà quella delle Kessler, dicono che non solo va rispettata ma che ha molto da insegnare, oltre alla scelta sul fine vita e l’eredità alle associazioni umanitarie come Unicef e Medici senza Frontiere perché “rischiano la vita per gli altri” e non avevano più parenti e se li avevano non li conoscevano. Non riesco a capire queste storie perché vedo tanta tristezza più che libertà per questo non riuscirò a non ricordare anche il modo in cui queste persone hanno deciso di lasciare questo mondo perché non è amore per la vita e fare bene naturale sino all’ultimo respiro, come il dono della vita per la nascita che non decidiamo, fuggire dalla ddr e poi programmare un giorno e decidere di morire.

Giuseppe Cisterna

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