Il futuro della Basilicata è questo, da noi l’elettrico può aspettare soprattutto nei piccoli comuni delle aree interne dove ci sono le royalties del petrolio come strumento di sviluppo e dove anche per l’aumento dei costi di gestione c’è anche una progressiva riduzione dei distributori di carburante.
Comprare la benzina a 1,990 euro ed il gasolio a 2,190 facendo il pieno, a quel lavoratore che deve usare tutti i giorni la propria auto per recarsi al lavoro o per fare la visita medica a pagamento fuori regione, non è un grande affare. Eppure il tetto massimo del gruppo Eni e le file in questi giorni ci dicono che è un vero affare perché la benzina ha anche un costo inferiore a quello del gasolio, e allora perché continuano a manovrarci in questo modo? Ce lo siamo chiesto? Basta pensare che in Basilicata sono già trentadue i comuni lucani completamente sprovvisti di un distributore e altri che potrebbero essere costretti a chiudere a causa dell’aumento dei costi di gestione e lo spopolamento, quando un solo distributore in un paesino garantisce tutta la mobilità dei servizi di un territorio isolato dove l’unico mezzo per spostarsi è sempre l’auto. I residenti nei paesi interni della Basilicata quanti chilometri in più devono fare solo per un pieno di benzina o di gasolio? Per chi lavora con un attività oltre la perdita di tempo ha si o no un aumento dei costi di produzione? Quali sono le soluzioni per salvare le aree interne e lo spopolamento con tutte le imprese?
Facciamo togliere le risorse alla regione e diamo direttamente tutta la gestione dei distributori carburante ai comuni non solo nelle aree interne dove ci sono le royalties del petrolio ma, a tutti i comuni della Basilicata dove possono fare prezzi competitivi di gestione ridotti per dare un aiuto concreto ai bisogni dei cittadini più deboli per non arretrare perché, se si ferma la mobilità, si fermano tutte le attività e le imprese per poter continuare a lavorare e a vivere nei paesi più piccoli della regione. Il sindaco di Policoro ieri sera ha detto che si potrebbe fare una proposta e portare il gasolio agricolo da 1,60 a 70 centesimi, ci credo poco, il sindaco di Laurenzana invece ha promosso concretamente il bonus comunale di 150 mila euro per le famiglie in base al reddito confinanti con i giacimenti petroliferi.
Il fatto è che secondo la legge novantanove secondo cui alle royalties dovute per le produzioni su terra di gas e petrolio, pari al 7%, va aggiunto un ulteriore 3% da destinare a un fondo che, nella sua versione originaria era impiegato per la riduzione del prezzo dei carburanti nelle regioni interessate dall’estrazione di gas e petrolio, a partire dalle produzioni del duemila nove. Da tredici anni, il fondo è finalizzato alla promozione di misure di sviluppo economico, di coesione sociale e all’attivazione di una social card per i residenti delle regioni interessate dalle estrazioni. Il 7% è ripartito tra stato (30%), regione a statuto ordinario (55%) e comuni (15%), ma per la Basilicata e per le altre regioni del sud Italia a statuto ordinario l’aliquota dovuta allo stato viene interamente devoluta alla regione competente, che pertanto percepisce l’85% delle royalties versate.
Se in Italia, chi produce idrocarburi è tenuto a versare royalties allo stato, regioni e comuni corrispondenti al 10% del valore del gas e del greggio prodotti, con i compensi dovuti si potrebbe fare si o no un bonus carburante comunale per tutti i residenti della Basilicata e non solo per le zone interessate dalle estrazioni? Oltre ad aumentare e a fare la fila per un pieno di gasolio, i prezzi di listino delle auto elettriche sono ancora mediamente più alti rispetto a quelle termiche, per cui abbiamo il coraggio si o no di bloccare le estrazioni di questa regione e dire veramente Mo’ Basta?
Giuseppe Cisterna