Si parla tanto forse anche troppo della Salute dei lucani un argomento importante delicato per cui credo che a volte bisogna essere prudenti e non avventati. E’ un attacco frontale sulla pelle dei lucani e il rischio di farci male è altissimo. Se n’è parlato qualche giorno fa: perché dalla nostra regione i ragazzi o meglio gli studenti lucani scappano per studiare altrove (?) Un primato negativo e un’emergenza legato a doppio filo con la Sanità pubblica che interroga non solo le istituzioni ma tutti i lucani. Commentando le tabelle del duemila ventitré del ministero della salute, vediamo la nostra regione inadempiente tra alcune regioni d’Italia tra cui Abruzzo, Sicilia, Valle d’Aosta e la Calabria che sembra stiano peggio di noi, e pare non sia tutto perso perché con la prevenzione, escluso il territorio possiamo vantare anche un altro dato positivo, quello di mantenere l’Ospedalizzazione nelle zone limitrofe, non me ne voglia la politica lucana perché non posso non dirlo con piacere e una punta d’orgoglio personale dopo quindici anni di battaglie prima, durante e dopo la pandemia. Chi conosce il mio impegno può dare la sua approvazione. Un dato a mio avviso che stimola a difendere ad ogni costo e a continuare a mettere in atto tutte quelle pratiche virtuose a difesa sinora adottate. Un dato che deve spingerci a una riflessione immediata sul futuro della Sanità Materana e in particolare il potenziamento dell’Ospedale di Matera e Policoro con il servizio di telemedicina, per intenderci lo smart working della Sanità, che va sicuramente implementato soprattutto nelle aree più interne del Metapontino, senza intasare le strutture accreditate dove già oggi sino a dicembre si prospetta nuovamente il problema del tetto di spesa. Sta di fatto che la propria casa è il primo luogo di cura con i centri operativi territoriali che vanno istituiti con il potenziamento del personale coinvolgendo inevitabilmente i servizi sociali e i giovani del terzo settore. Ed è proprio su questo che mi voglio fermare, i giovani, perché la nostra terra viene percepita come una regione senza opportunità per restare e creare una famiglia, ma perché scelgono di andare via (?) perché secondo me non trovano una “nuova ragione politica” o uno “nuovo stimolo politico” in un “nuovo sistema attrattivo politico” che indica politicamente a costruire anche “un nuovo ambiente politico” che invoglia e che sprona le nuove generazioni a restare con aiuti e incentivi attraverso nuove esigenze e condizioni attuali di lavoro soprattutto nelle strutture sanitarie pubbliche. Ci siamo abituati a fare politiche personalizzate e a parlare di “emergenza sociale” che non possiamo accettare con cui si può lottare. Per cosa (?) Ci siamo abituati a parlare senza costrutto, ci siamo abituati a parlare senza ascoltare le conclusioni nelle assemblee ma, se non invertiamo questa tendenza, tra qualche anno senza la costruzione di un “nuovo legame politico quantistico” se vogliamo tra scienza, economia e politica, e non dei social e che dice il vero, rischiamo di avere una regione non solo senza giovani ma senza risposte concrete, senza alludersi però questa volta, a percorsi di rientro con opportunità di studio, ricerca e lavoro qualificato in Basilicata, perché se si impoverisce la politica si impoverisce anche la regione, se i nostri giovani vanno via e non tornano è perché non vi è né visione, né coraggio. In questi giorni si parla dello sviluppo della nuova tecnologia quantistica, anche grazie alla splendida performance di Antonio e Francesco Mele al Tedx di Policoro, abbiamo finalmente compreso qual è il vantaggio dello sviluppo delle nuove tecnologie quantistici rispetto alla tecnologia odierna, e la possibilità che ci possono dare i computer quantistici per migliorare la propria performance, ad esempio per capire alcune molecole che operano tra loro per lo sviluppo dei nuovi farmaci. Due ragazzi che si sono formati attraverso la via della ricerca e lo studio della fisica a Copenaghen e a Los Angeles per cercare di stravolgere “il loro possibile” con il mondo scientifico a livello internazionale. Ho cercato di spiegare cosa s’intende esattamente quando si parla di “rivoluzione digitale” cercando di raccontare la ragione della migrazione dei giovani e cosa può fare un computer quantistico rispetto a un computer classico che potrebbe rivoluzionare drasticamente tutti gli ambiti compreso quello della Sanità. Per la politica della nostra regione invece, esiste una via d’uscita dal barato della rassegnazione per scoprire le infinite possibilità che il mondo ci offre?
Giuseppe Cisterna
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