Pietro Tamburrano, professore di filosofia, ex parroco di Marconia dal 66 al 74, autore di “Alla fine fu Libertà” attività di laboratorio realizzata nell’anno scolastico 1998/99 che ha visto impegnati gli alunni delle V classi del Liceo Scientifico “M. Parisi” e della Scuola Elementare di Via Marconi in Bernalda, scrive al ex Consigliere della Regione Basilicata Domenico Giannace, scritto tratto dalla nuova Opera di Giuseppe Coniglio “Mingo il Ribelle” novant’anni di lotte e impegno politico. La nuova opera sarà presentata prossimamente a Pisticci e Marconia e in vari centri della Lucania.
In anteprima la testimonianza di Pietro Tamburrano.

“Conobbi Domenico Giannace negli anni della mia permanenza a Marconia, dal 1966 al 1974. Ammirai il suo straordinario impegno nel Sociale e lo stimai per la totale dedizione alla parte meno fortunata della popolazione. Si distinse per rigore morale e per umana sensibilità, quando fu sindaco, consigliere provinciale e consigliere regionale. Pagò la lotta in difesa dei diritti dei contadini con la carcerazione, vissuta in compagnia di un altro “amico” dei contadini, Rocco Scotellaro. In politica Domenico Giannace collaborò intensamente con il compianto on. Nicola Cataldo. Insieme hanno lasciato tracce indelebili nel percorso evolutivo delle popolazioni lucane.

Sono fiero di aver condiviso con loro la contestazione di massa che impedì alla Liquichimica di devastare la fertile pianura del Metapontino. Nella circostanza Domenico Giannace fu audace condottiero. Uguale vigore lo animò quando insieme manifestammo contro il trasferimento dell’Istituto Agrario di Marconia. In tarda età egli ancora mi chiama a difendere l’Ospedale di Tinchi. Domenico Giannace mi stupiva anche come sindacalista perché era eccezionale nella sua disponibilità verso i cittadini più bisognosi della comunità pisticcese.

Io lo segnalo alle giovani generazioni come modello da imitare sia nell’impegno sociale che nella vita privata. A tutti lo rammento come giovane “tuttofare” e dedito a servire i confinati antifascisti di Bosco Salice, come indomito condottiero nelle lotte contadine, come veterano di guerra ancora al fronte delle civili battaglie”

Prof. Pietro Tamburrano

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